Annette von Droste-Hülshoff ~ «… come una doppia luce»

 

196095

 

da Heidebilder [Quadri della brughiera]

 

Il Vecchio della brughiera (*)

 

«Bambini, non andate alla palude,
il sole ormai declina, affaticata
ronza l’ape nel volo sonnolento,
e basso ondeggia a terra un velo smorto.
Il Vecchio arriva!»

Ma il gioco non lo smettono, al confine,
strappano l’erba, lanciano dei sassi,
sguazzano nel fossetto dello stagno,
acchiappano falene tra le canne,
e sono allegri quando un ragno d’acqua (**)
scampa tra i giunchi sulle lunghe gambe.

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Bruno Barilli ~ «Una vita a rovescio che non riesco a ricapitolare»

 

Ritratto di Bruno Barilli, 1940 ca.

Ritratto di Bruno Barilli, 1940 ca.

 

«Forse esagero, e lo faccio volentieri.» (Taccuini, LX, 112)

 
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Mario N. Leone ~ Indice, quasi e altre 21 poesie

 

Mario Leone, Bambino col canestro

Mario N. Leone, Bambino col canestro, San Polo, Ar, Anni ’50, Archivio famiglia Leone

 

La poesia di Mario N. Leone, rimane ancora un tesoro nascosto, sconosciuto ai più e oggetto di culto per i pochi che ne ascoltarono la lettura dalla sua voce calda e profonda. Mario era un artista a tutto tondo e poesia e arte visiva, fotografia e disegno erano unite in lui senza soluzione di discontinuità. Come un Mario Scipione, un Dino Buzzati, un Carlo Michelstaedter o un Emilio Praga (senza parlare di chi ha unito alla pratica poetica l’esercizio critico, tra i tanti Yves Bonnefoy e Alessandro Parronchi), Leone non affiancò una disciplina all’altra ma ne compenetrò l’intima e comune essenza. È probabile che il disegno di illustrazione narrativa (romanzi colti e d’appendice, racconti, storie di fantascienza e fumetti) sia stato il “mestiere”, così come la fotografia sia stata la passione, la carta d’identità visibile ai più. La poesia, appartenendo alla sfera intima dell’artista, in questo contesto rischia di essere vista come un aspetto dell’«unica anima sensibile». Al contrario, credo ne sia il motore sotterraneo che tutto muove.
 
Note al testo
Le poesie, esposte per la prima volta a Giardino d’arte 2015 (Meleto Valdarno), per la cura di Francesco Gavilli, sono gentilmente concesse dalla famiglia Leone, scelte e trascritte con macchina da scrivere su cartoncino da parte della nipote Alessandra, che ringraziamo.
Si è scelto di disporle in ordine cronologico laddove è indicata la data; in caso incerto ci si è attenuti all’indicazione della famiglia Leone.
La poesia A Viareggio un odore di colonia è posta all’inizio e da noi indicata come senza data: sul cartoncino infatti è indicata come data Agosto 1925, che probabilmente era il titolo dato al ricordo ricostruito di una vacanza della primissima infanzia.
Nella poesia Indice, quasi si è corretto Beiderbeke con Beiderbecke, cornettista jazz degli anni Venti.

 

 

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