Roger Caillois ~ La scrittura delle pietre (1)

 

Acqua Mirò, Agata, Photo Bruno Cupillard

Bruno Cupillard, Acqua Mirò, foto di Agata

 

La scrittura delle pietre

 

L’immagine nella pietra

 

In ogni tempo, l’uomo ha cercato non solo le pietre preziose, ma anche le pietre insolite, strane, quelle che attirano l’attenzione per qualche irregolarità della forma o per una certa significativa bizzarria di disegno o di colore. Quasi sempre, è una somiglianza inattesa, improbabile e tuttavia naturale, che le rende affascinanti. Le pietre, in ogni caso, posseggono un non so che di solenne, di immutabile e di estremo, di imperituro o già finito. Sono seducenti per un’intima bellezza, infallibile, immediata, che non deve niente a nessuno: necessariamente perfetta, esclude però l’idea della perfezione, proprio per non permettere approssimazioni, errori o eccessi. In tal senso, questa naturale, genuina beltà anticipa e supera il concetto stesso di bellezza, ne offre insieme garanzia e sostegno.

 

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Mario N. Leone ~ Indice, quasi e altre 21 poesie

 

Mario Leone, Bambino col canestro

Mario N. Leone, Bambino col canestro, San Polo, Ar, Anni ’50, Archivio famiglia Leone

 

La poesia di Mario N. Leone, rimane ancora un tesoro nascosto, sconosciuto ai più e oggetto di culto per i pochi che ne ascoltarono la lettura dalla sua voce calda e profonda. Mario era un artista a tutto tondo e poesia e arte visiva, fotografia e disegno erano unite in lui senza soluzione di discontinuità. Come un Mario Scipione, un Dino Buzzati, un Carlo Michelstaedter o un Emilio Praga (senza parlare di chi ha unito alla pratica poetica l’esercizio critico, tra i tanti Yves Bonnefoy e Alessandro Parronchi), Leone non affiancò una disciplina all’altra ma ne compenetrò l’intima e comune essenza. È probabile che il disegno di illustrazione narrativa (romanzi colti e d’appendice, racconti, storie di fantascienza e fumetti) sia stato il “mestiere”, così come la fotografia sia stata la passione, la carta d’identità visibile ai più. La poesia, appartenendo alla sfera intima dell’artista, in questo contesto rischia di essere vista come un aspetto dell’«unica anima sensibile». Al contrario, credo ne sia il motore sotterraneo che tutto muove.
 
Note al testo
Le poesie, esposte per la prima volta a Giardino d’arte 2015 (Meleto Valdarno), per la cura di Francesco Gavilli, sono gentilmente concesse dalla famiglia Leone, scelte e trascritte con macchina da scrivere su cartoncino da parte della nipote Alessandra, che ringraziamo.
Si è scelto di disporle in ordine cronologico laddove è indicata la data; in caso incerto ci si è attenuti all’indicazione della famiglia Leone.
La poesia A Viareggio un odore di colonia è posta all’inizio e da noi indicata come senza data: sul cartoncino infatti è indicata come data Agosto 1925, che probabilmente era il titolo dato al ricordo ricostruito di una vacanza della primissima infanzia.
Nella poesia Indice, quasi si è corretto Beiderbeke con Beiderbecke, cornettista jazz degli anni Venti.

 

 

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